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Titolo dell'opera:

fienagione a Duronia (La) (1937/1938)

Autore:

Gilda Pansiotti

(Milano 1891 - Campobasso 1986)

Dimensioni:

cm 58x72,5

Tecnica:

Olio su tela

Stile:

Realismo novecentesco

Firma:

Firmato in basso a destra: Pansiotti XVI

Provenienza:

Acquisto, 1960

Note:

Inedito

fienagione a Duronia (La) (1937/1938)

Al paesaggio molisano la Pansiotti si dedica dopo il suo matrimonio nel ’38 con il giudice Tommaso D’Amico quando si trasferisce a Roma e comincia a frequentare d’estate Castropignano e Duronia, colpita dalla bellezza del paesaggio molisano e dai caratteristici centri agricoli della piana del Biferno, arroccati sulla collina. E proprio al 1937-’38, secondo Domenico Fratianni - l’artista molisano che alla Pansiotti fu vicino negli ultimi anni di vita - risale questa Fienagione a Duronia che, dunque, sarebbe uno dei primi paesaggi molisani dipinti dall’artista milanese.

Come ha messo in rilievo Guido Nicodemi, la pittura della Pansiotti è caratterizzata da “un disegno vigoroso che sostiene un impasto coloristico di accordi vivaci” (G. Nicodemi, M. Bezzola, La Galleria d’Arte Moderna di Milano, Milano, 1939).

In questo paesaggio molisano colpiscono la magistrale e fresca semplicità del disegno e dell’impianto, la vigorosa luminosità della pennellata e l’armonioso trapasso stilistico fra il primo piano - descritto con una pennellata densa e vorticosa che rende benissimo l’idea dell’ammassarsi delle messi sul campo sotto la falce dei contadini - il secondo piano - dove il vivace puzzle cromatico del paese sulla rocca sottolinea con efficacia il colore locale - e lo sfondo del paesaggio collinare molisano sinteticamente reso, in coerenza con la sua lontananza, con un colore a macchia di sapore vagamente fauve. Ad ogni piano corrisponde un diverso ductus della pennellata che da densa e pastosa, si distende a tacche di colore nel rappresentazione del paese e a velate campiture sullo sfondo. I tre piani cromatici si dispongono anche su tre tonalità diverse di luminosità, dal giallo abbagliante in primo piano al tono più violaceo in lontananza, la cui leggera velatura riflette la velatura stessa dell’azzurro del cielo. Ed è questo morbido dispiegarsi della luce a conferire all’insieme la sua profonda unità e la sua serena armonia.