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Titolo dell'opera:

Veduta della Chiesa degli Scalzi verso S. Chiara (1732/1733 ca.)

Autore:

Antonio Visentini

(Venezia 1688 - Venezia 1782)

Tecnica:

Acquaforte

Stile:

Barocco

Note:

Marg. inf.: Hinc ex FF. Discalceatorum Templo, illinc ex S. Simeone Minore usque ad Fullionum

b. dx.: XI

I° stato di 5

Bibliografia

Da Carlevarijs ai Tiepolo. Incisori veneti e friulani del Settecento, cat. della mostra Gorizia/Venezia,  a cura di Dario Succi, Venezia, Albrizzi editore,  983;  Dario Succi, Venezia nella felicità illuminata delle acqueforti di Antonio Visentini. Con il catalogo ragionato delle incisioni Urbis Venetiarum prospectus celebriores, introd. di Giandomenico Romanelli, Treviso, Vianello, 1984 (nuova ediz. 1995); André Corboz, Canaletto - Una Venezia immaginaria, Milano, Electa, 1985; Canaletto & Visentini, cat. della mostra Gorizia/Venezia, a cura di Dario Succi, Padova, Bertoncello-Tedeschi, 1986; Il Canal Grande nelle vedute del Prospectus Magni Canalis Venetiarum, a cura di E. Concina, Milano, Il Polifilo, 1988; I rami di Visentini per le vedute di Venezia del Canaletto, cat. della mostra Museo Correr Venezia, a cura di Giulio Lari, Bergamo, Bolis, 1990; Dario Succi, La Serenissima nello specchio di rame. Splendore di una civiltà figurativa del Settecento, Castelfranco Veneto, Cecchetto Prior Alto Antiquariato, 2013.

Veduta della Chiesa degli Scalzi verso S. Chiara (1732/1733 ca.)

Dopo la confluenza con Cannaregio, le Prospettive del Visentini proseguono  lungo il Canal Grande con questa veduta che si apre sulla barocca facciata della Chiesa dei Carmelitani Scalzi a destra e San Simeone minore a sinistra, spingendosi in profondità fino al Follonio, la zona dove si lavoravano i panni di lana e se ne eseguiva la follonatura, cioè l’infeltrimento.  

La zona appare oggi molto diversa dopo l’abbattimento della fila degli edifici  sulla destra per far posto alla stazione ferroviaria.

Secondo Dario Succi è questa una delle ultime incisioni realizzate da Visentini, come dimostrerebbe, già in questo I stato, la più matura descrizione del moto dell’acqua, a segni poco distanziati, poi ulteriormente infittiti nel secondo stato del 1742.