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Mostra - Declinazioni del paesaggio valtellinese
Francesco Carini e Felice Cattaneo

 

Declinazioni del paesaggio valtellinese
Francesco Carini e Felice Cattaneo

Non si potrebbero immaginare due personalità artistiche più diverse di quelle di Francesco Carini e di Felice Cattaneo. L’uno artista professionista con una solida formazione accademica alle spalle, l’altro pittore dilettante che affianca la passione per i pennelli alla propria attività di imprenditore.
Entrambi, però, senza conoscersi e senza conoscere nulla l’uno del lavoro dell’altro, agli inizi degli anni Quaranta, mentre divampa in Europa la tragedia della guerra mondiale, si rifugiano nella malìa del paesaggio valtellinese, dando vita a un filone artistico che nel dopoguerra conoscerà grande fortuna in ambito locale.
Se si escludono, infatti, Luigi Bracchi e Paolo Punzo, che iniziano l’uno la scoperta del paesaggio bormino, l’altro quella della montagna d’alta quota già nel corso degli anni Trenta, Francesco Carini e Felice Cattaneo possono considerarsi i capostipiti di quella nouvelle vague della pittura di paesaggio che, dopo il 1945, avrà in Valtellina autentici maestri come Livio Benetti, Giuseppe Bianca,  Geremia Fumagalli, Paolo Giunio Guerrini,  Vittoria Personeni Quadrio, Angelo Vaninetti, Valter Vedrini, ecc.  
Francesco Carini, sondriese, si stabilisce a Caspoggio, in Valmalenco, agli inizi degli anni Quaranta e da allora resterà fedele al paesaggio malenco con la stessa tenacia con cui Cézanne era rimasto fedele alla Montagna Sainte Victoire, avviando una ricerca espressiva ricca di novità sperimentali e aperta, talora, a esiti di sorprendente modernità.
Anche Felice Cattaneo giungerà da Milano in Valtellina a Delebio, intorno al 1941, abbandonando quasi subito la sua attività autodidatta di caricaturista e artista satirico  dilettante, per dedicarsi pressoché esclusivamente al paesaggio valtellinese della bassa Valtellina, con delicata vena crepuscolare e intimista che trova in un onesto tardo impressionismo la sua inalterata cifra stilistica.