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Mostra - Icone russe e arte religiosa occidentale

Sala 1 - L’ARTE DELL’ICONA: LA MADRE DI DIO ODIGHÍTRIA E IL CRISTO ACHEROPÌTA

 

La Madre di Dio Odighítria (Colei che indica la via) è la tipologia di rappresentazione della Vergine più solenne e più antica nell’arte bizantina di Costantinopoli. La Vergine indica il figlio come “via, verità e vita”. Gesù, seduto sul braccio della Vergine come in trono, benedice con la destra, mentre tiene nella sinistra il rotolo della legge, immagine di Cristo giudice misericordioso.  L’icona fece la sua comparsa a Costantinopoli intorno al 450, portata, pare, da Elia Eudocia, moglie dell’imperatore Teodosio II, da Gerusalemme dove era venerata come immagine miracolosa dipinta direttamente da San Luca , il “dito di Dio”, cui la tradizione attribuisce le prime rappresentazioni della Vergine. A Costantinopoli venne presto eretta una basilica dedicata alla Madre di Dio Odighítria, divenuta in seguito patrona della città. Anche la piccola icona ottocentesca con la doppia immagine della vergine e del Cristo appartiene alla tipologia iconica della Madre di Dio Odighitria, con la differenza che qui la Vergine non indica il Cristo con la mano, bensì con lo sguardo, rivolto verso il Figlio, non più bambino, ma volto intensamente umano e divino allo stesso tempo. E’ l’icona del Volto Santo, che si rifà alla tradizione bizantina del volto del Cristo Acheropìta, , cioè “non dipinto da mano d’uomo”, a sua volta connessa con il racconto leggendario del Mandylion, il telo su cui Gesù avrebbe impresso, asciugandosi, il proprio volto.