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Mostra - I secoli dell'arte nella collezione Bps: il Settecento

Sala 2 - Il naturalismo della pittura lombarda

 

“Pittori della realtà” Roberto Longhi ha giustamente definito gli artisti del barocco lombardo del Seicento e del Settecento, eredi di quel sentimento della realtà che ha le sue radici nell’arte lombarda del Rinascimento e che troverà in Caravaggio la sua massima espressione. Questo sentimento, che accomuna artisti lombardi maggiori e minori, soprattutto dell’area bergamasca e bresciana, trova nella pittura di genere e nel ritratto alcune fra le sue più alte espressioni.  Ne sono un esempio i dipinti esposti in questa sala, a partire dal Ritratto di ragazza, attribuito a Giacomo Ceruti, di semplice e straordinario naturalismo, come tutta la pittura di questo maestro bresciano del ritratto e della pittura di genere. Lo stesso naturalismo ritroviamo non solo nel bel Ritratto di suora, di ignoto pittore del Settecento lombardo, ma anche nel S. Antonio da Padova, anch’esso di anonimo maestro lombardo, in cui la santità si spoglia di ogni enfatica aura soprannaturale, per rivestirsi, fin dall’espressione del viso del santo, di un naturalismo tutto terreno, ma non per questo meno religioso.  Ancora più intenso e carico di atmosfera religiosa il San Pietro del ticinese Giuseppe Antonio Petrini, con quell’abile gioco di chiaroscuro e quell’improvviso volgersi all’indietro del santo che risponde alla voce divina offrendo il volto alla luce. Infine un bell’esempio di naturalismo espressivo nel dipinto del bergamasco Giacomo Cipper Todeschini Giocatori di carte, dove la scena popolare di genere si unisce al gusto per la rappresentazione degli strumenti musicali che aveva avuto nel Seicento in un altro grande artista bergamasco, Evaristo Baschenis, il suo più alto esponente.