Stampa
Contenuti
 
 

Philip Tsiaras

(Nashua/New Hampshire 1952 - )

Biografia

Philip Tsiaras è nato nel 1952 a Nashua nel New Hampshire, da madre greca e da padre macedone emigrato negli Stati Uniti, dove da parrucchiere è diventato imprenditore immobiliare di successo.

Laureatosi nel 1975 all’Amherst College in letteratura comparata, Tsiaras ha esordito come poeta vincendo nel 1975 il prestigioso American Academy Award for Poetry. L’anno seguente viaggia in Grecia grazie a una borsa di studio per tradurre in inglese la moderna poesia greca. Contemporaneamente comincia a interessarsi alla fotografia cui, al ritorno negli Stati Uniti, si dedica con successo, trasferendosi infine a Manhattan. Da questa passione fotografica nascerà fra il 1980 e il 1990 la celebre serie di immagini confluite nel suo Family Album, in cui l’artista, fa del suo corpo e della sua esuberante fisicità il soggetto di eccentriche pose, non prive di riferimenti alla classicità greca, nel contesto caotico e sovrabbondante degli ambienti e degli oggetti della casa familiare o di scene di vita che coinvolgono tutti membri della propria famiglia.

E’ una cultura dell’accumulo, della contaminazione continua e dell’eccesso quella che si esprime in queste immagini, una cultura in cui l’esibizione narcisistica del proprio corpo nel trionfante cumularsi degli oggetti, accresce la forza vitale dell’insieme conferendo al tutto un carattere sensuale e vagamente erotico che è ciò cui Tsiaras sembra soprattutto mirare.

Questi stessi caratteri trapassano e diventano  invenzione e flusso ininterrotto di forme nella sua pittura.

Alla pittura Tsiaras arriva all’inizio degli anni Ottanta, contemporaneamente all’esplodere della sua passione per la fotografia, trasformando in puro segno grafico la sua scrittura calligrafica che, da scrittura dipinta, diviene disegno, immagine, punto di partenza, insomma, per un ininterrotto processo metamorfico che porta l’artista negli anni Novanta alla creazione di veri e propri archetipi pittorici ossessivamente riproposti e ripresi in infinite variazioni,  i cavalli, i vasi, gli uccelli, l’aeroplano, approdando infine alla ceramica e alla scultura, dove il suo innato espressionismo pittorico si fa creazione surreale.

C’è in tutto questo – cultura del corpo, vasi, ceramica, scultura – qualcosa che riporta alle radici greche e mediterranee dell’artista americano, ma è soprattutto nell’idea di metamorfosi, dominante in ogni sua produzione artistica, che si rivelano soprattutto queste radici.

Che dipinga un cavallo, un uccello o un aeroplano, che dipinga o che modelli un vaso, una scarpa col tacco, una pistola, qualsiasi sua forma, insomma, assume una vaga sagoma umana, allude a qualcosa di sensualmente corporale.

Nella metamorfosi c’è, insomma, l’idea stessa di vita, intesa come divenire, cambiamento, assenza di rigidità, che per l’artista significa trapasso continuo di una forma nell’altra, in una parola, assoluta libertà creativa, fluidità dello spirito, estraneità a tutto, alle regole, ai materiali, alle scuole, alle etichette. L’artista è sempre “strano”, cioè estraneo. Qualsiasi cosa faccia è sempre e dappertutto, straniero.

Philip Tsiaras è oggi uno degli artisti americani più internazionalmente conosciuti.

Bibliografia

Philip Tsiaras, con un saggio di Donald Kuspitt, Electa, Milano, 1988.
Philip Tsiaras, American Odissey, a cura di Marco Meneguzzo, catalogo della mostra di Monza, Serrone di Villa Reale, Monza 1998.
Philip Tsiaras Container, a cura di Francesca Alfano Miglietti, Catalogo della mostra di Venezia, Schola dell’Arte e del Tiraoro e Battioro, Venezia 2001.
Philip Tsiaras, Transparent mirrors, a cura di Maurizio Sciaccaluga, catalogo della mostra di Venezia, Scuola dei Mercanti, Campo Madonna dell’Orto, Venezia, 2003.

 

Link

 

http://www.tsiaras.com/

www.youtube.com/watch?v=O0i0lTNr0Q8

Opere in catalogo