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Pietro Ligari

(Ardenno, Sondrio 1686 - Sondrio 1752)

Artista valtellinese

Biografia

Per l’ampiezza e la qualità della sua opera e per le molteplici influenze di cui risente, Pietro Ligari è il maggior artista valtellinese del Settecento.

Figlio di una ricca famiglia borghese, i Del Pelo, da tempo residente a Sondrio, dove aveva assunto il nome della piccola contrada di origine - Ligari - nei dintorni del capoluogo, Pietro era nato il 18 febbraio 1686 ad Ardenno, il paese della madre, da Gervasio Ligari e Maddalena Mottalini.

A 12 anni fu mandato a Roma, allora sede di una folta comunità di emigranti valtellinesi, dove fu allievo di Lazzaro Baldi, seguace di Pietro da Cortona. Alla morte del maestro, nel 1703, intraprese un lungo viaggio di formazione in diverse località italiane, fermandosi dal 1707 al 1709 a Venezia prima di stabilirsi a Milano nel 1710 dove nacquero i suoi due figli Vittoria (1713) e Cesare (1716) e dove lavorò per diverse chiese e palazzi realizzando un buon numero di opere, oggi tutte disperse o perdute.

Sempre al periodo milanese risalgono la prima tela di cui si conosce con certezza la data, San Francesco Saverio battezza la principessa indiana Neachile (oggi di proprietà della Banca Popolare di Sondrio) dipinta nel 1717 per l’Oratorio di Palazzo Sertoli a Sondrio, oltre a numerose altre opere, fra cui La Messa di San Gregorio nella collegiata di Sondrio, le tele della cappella Cotta nella collegiata di Morbegno e gli affreschi di cui quelli del coro nella collegiata di Morbegno restano i più importanti.

La massiccia richiesta di opere che gli veniva dalla propria terra, insieme ai problemi di salute, lo spinsero nel 1727 a trasferirsi definitivamente in Valtellina, dove continuò a godere di una committenza laica ed ecclesiastica sempre più ampia, cui fece fronte, in parte, anche con la collaborazione dei figli Vittoria e Cesare.

Nacquero così, per citare solo le opere più rilevanti, gli affreschi e le tele eseguite nel corso degli anni ’30 e ’40 del Settecento per il Palazzo Salis di Coira, le due pale, Discesa dello Spirito Santo (1733) e Deposizione (1736) dipinte per la collegiata di Morbegno e i bozzetti per l’organo del Santuario di Tirano (1747). Quanto alla pala di San Benedetto, dipinta per la chiesa del convento di San Lorenzo a Sondrio e dispersa dopo la soppressione napoleonica del monastero, è stata identificata nel 1988 da Claudio Ferrari con una tela della chiesa di San Giuseppe a Luino sulla base di un quadretto dell’Ambrosiana con lo stesso soggetto, presumibilmente il bozzetto preparatorio della pala, da sempre attribuito dalla critica al Ligari. Ma la recente, definitiva attribuzione della tela di Luino e del relativo bozzetto preparatorio ad Andrea Pozzo ad opera di Eugenia Bianchi e Francesco Frangi (v. scheda relativa in I Ligari Pittori del Settecento lombardo, 2008, p.208), ha tolto ogni base storico-critica a tale identificazione, riportando la pala di S. Benedetto fra le opere disperse dell’artista.

Lontano dalle correnti barocche e rococò del suo tempo, nemico di ogni gusto dell’eccesso e dell’artificio, Ligari si mantenne sempre fedele, come scrive Simonetta Coppa, a una “pittura sobria e severa, di matrice fermamente accademica” che si rifà in gran parte alla lezione di Pietro da Cortona, appresa tramite il proprio maestro Lazzaro Baldi, a quella del classicismo bolognese e di Pietro Maratta, assimilati nell’ambiente milanese, ma in cui sono pure evidenti gli influssi di Carlo Antonio Petrini, attivo in Valtellina negli stessi anni di Ligari e, in misura molto minore, di Carlo Innocenzo Carloni. Importanti sono anche i suoi numerosi ritratti, come quello del padre Gervasio, della figlia Vittoria e del canonico Francesco Saverio Sertoli, tutti ispirati a un rigoroso naturalismo perfettamente inserito nella tradizione del realismo lombardo.

Oltre che pittore, Pietro Ligari, fu anche agronomo (di lui ci restano i preziosi Ricordi di Agricoltura pubblicati nel 1995 dalla Banca Popolare di Sondrio), assiduo cultore delle arti meccaniche e applicate e valente architetto. Gli si devono, fra l’altro, anche i progetti per il rinnovo della collegiata di Sondrio e per la torre campanaria, realizzati solo in parte.

I suoi numerosi e importanti disegni sono oggi conservati nel Museo Valtellinese di Storia e Arte, insieme a quelli dei figli Vittoria e Cesare. Pietro Ligari morì a Sondrio il 6 aprile 1752.

Bibliografia

Camillo Bassi, I pittori ligari di Sondrio, in “Rivista archeologica dell’antica Provincia e Diocesi di Como”, Fascc. 99-100-101, 1930, (pubbl. in estratto, Milano, 1931); Rossana Bossaglia, I Ligari nei rapporti coi pittori del loro tempo, in “Commentari”, X, 1959; Laura Meli Bassi, I Ligari. Una famiglia di artisti valtellinesi del Settecento, Sondrio, Banca Piccolo Credito Valtellinese, 1974; Laura Meli Bassi, I Ligari, in Dai Ligari al Carloni. Un momento della pittura lombarda del Settecento, catalogo della mostra, Como, 1979; Laura Meli Bassi, I Ligari e le arti applicate, in Addua. Studi in onore di Renzo Sertoli Salis, Sondrio, 1981; Rossana Bossaglia, Simonetta Coppa, Laura Meli Bassi, Disegni dei Ligari dalle collezioni del Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio, catalogo della mostra, Sondrio, 1982; Vittorio Caprara, Documenti sul periodo milanese di Pietro Ligari, in “Bollettino della Società Storica  Valtellinese”, 39, 1986; Pietro Ligari, Ragionamenti d’agricoltura, Sondrio, 1988; Claudio Ferrari, Ritrovata una tela dispersa di cui si conserva il bozzetto, in “Il lavoratore valtellinese”, 20 gennaio 1988; Enrico Noé, Pietro Ligari a san Lorenzo sopra Sondrio. Note su un dipinto ritrovato, in “Bollettino della Società Storica Valtellinese”, n. 41 (1988), Sondrio, 1989, pp. 151-169; Simonetta Coppa, Ligari Pietro, in La pittura in Italia. Il Settecento, II, Milano, Electa, 1990; Simonetta Coppa, Pietro Ligari, in Settecento lombardo, catalogo della mostra, Milano, Electa, 1991; S. Coppa, Ligari e altro. Per un profilo della cultura artistica in Valtellina, dal tardo Seicento al primo Neoclassicismo, in Civiltà artistica di Valtellina e Valchiavenna. Il Settecento, Credito Valtellinese, 1994; Laura Meli Bassi, I Ligari (Pietro, Cesare, Vittoria), in Simonetta Coppa (a cura di), Civiltà artistica in Valtellina e Valchiavenna. Il Settecento, Sondrio, Credito Valtellinese, 1994; S. Coppa, Pietro Ligari. Biografia, in Pittura a Como e nel Canton Ticino, dal Mille al Settecento, a cura di Mina Gregori, Cariplo, 1995; Pietro Ligari o la professione dell’artista, catalogo della mostra, Sondrio, 1998; Simonetta Coppa. Eugenia Bianchi (a cura di), I Ligari Pittori del Settecento lombardo, catalogo della mostra di Milano in occasione del centenario di fondazione del Credito valtellinese (1908-2008), Skira-Credito Valtellinese, 2008; Paolo Vanoli, I Ligari. Atlante delle opere, Skira-Credito Valtellinese, 2008.

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