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Jean Massard

(BellÍme 1740 - Parigi 1822)

Biografia

Nato in Francia a Bellême, dipartimento dell’Orne, nel 1740, da una famiglia contadina, a sedici anni Massard si trasferì a Parigi dove trovò impiego presso un librario che per l’illustrazione delle sue edizioni si avvaleva di diversi incisori. La vista di quelle incisioni gli rivelò la sua vera vocazione d’artista e attraverso un duro e tenace lavoro di autodidatta, giunse a 25 anni a guadagnarsi l’incoraggiamento e la stima di un pittore di grande notorietà come Jean-Baptiste Greuze, di cui cominciò a incidere diverse opere attirando immediatamente l’attenzione del mondo artistico parigino sul suo talento di incisore. Ma fu la stampa di alcune opere di van Dyck, come la Famiglia di Carlo I e La più bella delle madri, ad aprirgli nel 1785 le porte dell’Académie royale, mentre la riproduzione al bulino del dipinto di Jean-Louis David, La morte di Socrate, ne avrebbe alcuni anni dopo consacrato definitivamente la fama.
Modesto, religioso e profondamente monarchico, Massard fu posto ai margini nel periodo della rivoluzione francese, quando rischiò anche di finire sotto il patibolo per sospetti contatti con gli ambienti aristocratici. Ma una volta scampato alla ghigliottina, la sua casa, dove poté continuare a lavorare indisturbato, divenne un asilo segreto e sicuro per molti rifugiati, fra cui un prete che egli riuscì sempre a far passare per un suo allievo. Col ritorno sul trono dei Borboni, nel 1814, gli fu restituito il tiolo accademico di “graveur du roi” e i ritratti allora eseguiti di Luigi XVIII, del conte d’Artois e dell’imperatore Alessandro, dimostrano il suo entusiasmo per la restaurazione. Sebbene godesse di ottima salute, morì nel 1822 accidentalmente in seguito a una caduta.
La stessa tenace solidità che ne aveva caratterizzato la personalità, si ritrova nelle sue incisioni che si distinguono per una paziente ricerca della perfezione nella resa di tutte le più sottili sfumature che Massard affida non solo alla forza del bulino, ma agli effetti di luminosità che danno un inedito tono cromatico alle immagini incise.

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