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Giovanni Volpato

(Bassano del Grappa 1735 - Roma 1803)

Biografia

Restano ancora abbastanza incerte le origini familiari e la stessa data di nascita di Giovani Volpato, compresa presumibilmente tra il 1732 e il 1735. Si sa con certezza che nel 1759 inizia a lavorare come restauratore di matrici di cuoio nella calcografia bassanese di Giambattista Remondini, dove si fa notare presto per la sua abilità di incisore. Ma è a Venezia, dove si trasferisce nel 1762, che si afferma definitivamente collaborando con Francesco Bartolozzi, di cui fu allievo, con Francesco Magiotto e con lo stampatore  svizzero Joseph Wagner, pur continuando a lavorare per Remondini per il quale illustra diversi volumi.
Nel 1771 si stabilisce a Roma a seguito del mecenate e ambasciatore della Serenissima Girolamo Zulian. A Roma esegue, su commissione dell’antiquario scozzese Gavin Hamilton le tavole della raccolta Scholae Italicae Picturae, con la riproduzione al bulino delle più celebri opere del Rinascimento e del classicismo romano, cui faranno seguito quelle delle Logge e delle Stanze di Raffaello in Vaticano, che lo renderanno celebre in tutta Europa grazie al colto pubblico dei viaggiatori che alimentava il ricco mercato delle riproduzioni al bulino delle opere d’arte. In questi ultimi lavori ebbe anche come collaboratore il genero Raffaello Morghen, il miglior allievo della sua fiorente scuola di disegno, che ne aveva sposato la figlia. A Roma Volpato strinse anche amicizia con Angelika Kauffmann, che vi si era stabilita nel 1783 col marito, il pittore veneto Antonio Zucchi, e che del Volpato ci lascerà il ritratto. Ma l’amicizia più solida fu quella con un altro artista veneto trasferitosi a Roma, Antonio Canova, delle cui sculture Volpato formerà con le sue incisioni una sorta di catalogo.
Nel 1785, insieme al figlio Giuseppe, Volpato avvia nella chiesa romana di Santa Pudenziana una piccola manifattura di sculture in biscuit che riproducono capolavori della scultura del passato.
Con l’incisione e la ceramica l’artista bassanese plasma e rinnova, insomma, il gusto artistico del suo secolo, di cui diviene uno dei maggiori interpreti. Volpato muore a Roma nel 1803.  Sarà l’amico Antonio Canova ad erigergli il cenotafio nella chiesa dei SS. Apostoli.

Bibliografia

Leopoldo Cicognara, Storia della scultura dal suo risorgimento in Italia: fino al secolo di Canova, Venezia, 1823; Giannantonio Moschini, Dell’Incisione in Venezia, Venezia, Zanetti, 1924; Rodolfo Pallucchini, Mostra degli incisori veneti del Settecento, Venezia, 1941; Giovanni Volpato 1735-1823, cat. della mostra, Bassano del Grappa - Roma gennaio-giugno, 1988, a cura di Giorgio Marini, Ghedina&Tassotti, Bassano, 1988.; Giovanni Volpato - Le Loges  de Raphael  et la Galérie du Palais Farnese, sous la direction de Annie Gilet, Milano, Silvana editoriale, 2007.
 

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