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Domenico Aspari

(Milano 1745 - Milano 1831)

Biografia

Domenico Aspari nacque a Milano nel 1745 da una famiglia originaria di Olivone in Ticino, le cui povere condizioni non gli permisero di seguire un regolare corso di studi. Grazie all’aiuto di alcuni benefattori riuscì, tuttavia, a completare la sua formazione artistica all’Accademia di Parma, alla scuola  di Giuseppe Baldrighi e Biagio Martini. Nel 1765 lo ritroviamo di nuovo a Milano, da cui non si mosse fino alla morte, nel 1831.
 Aspari (o Aspar, come si firma riprendendo l’originario cognome della propria famiglia), si sarebbe probabilmente dedicato volentieri alla pittura, per la quale, tuttavia,  gli mancarono la committenza e i mezzi economici, ma non il talento, come dimostrano l’Autoritratto oggi a Brera e una Veduta del Naviglio  che Angela Ottino della Chiesa ha giudicato “uno dei pochi felici e ariosi paesaggi  del periodo neoclassico.”  Fra i suoi pochi dipinti vanno anche ricordati la Madonna con Bambino e due santi nella parrocchiale di Osnago e una Sacra Famiglia in Santa Maria Segreta a Milano.
Nel 1776, quando entrò in funzione l’Accademia di Brera, Aspari  ottenne, con l’appoggio del Firmian, la cattedra di disegno, che conservò fino al 1826, dedicandosi contemporaneamente ad illustrare con le sue incisioni diverse importanti edizioni di libri, tra cui la prima traduzione italiana della Storia delle arti del disegno di Winckelmann (1779)  e i quattro volumi Delle antichità longobardiche milanesi di A. Fumagalli (1792-1793).
Ma la sua fama d’incisore è soprattutto legata soprattutto alle 16 Vedute di Milano,  realizzate tra il 1789 e il 1792,  che bastano da sole a farne uno dei grandi incisori  italiani del Settecento italiano.
Dopo il 1815 Aspari pare si sia occasionalmente dedicato anche all’architettura, ma l’unica opera a lui tradizionalmente attribuita è il rifacimento in forme neoclassiche, nel 1823, della casa degli Atellani a Milano. Certamente architetto fu suo figlio Carlo Antonio, anch’egli insegnante di disegno, ma non ne conosciamo alcuna opera, anche se gli vengono attribuiti  i disegni per l’Arena del Sole a Bologna.

Bibliografia

Ignazio Fumagalli, Elogio del professore emerito di disegno di figura  Domenico Aspari, in Atti dell’I. R. Accademia delle Belle Arti in Milano, Milano, 1831, pp. 5-17;  
Antonio Caimi,  Delle Arti del disegno nelle provincie di Lombardia  dal 1777 al 1862, Milano, 1862;
Giuseppe Fumagalli, Un incisore milanese della fine del Settecento: Domenico Aspari, Milano, U. Allegretti, 1904;
Angela Ottino Della Chiesa, Aspari (Aspar) Domenico, in Dizionario Biografico degli italiani, vol. 4, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1962, ad vocem;
Gastone Cambin, Domenico e Carlo Aspari incisori e architetti olivonesi, Lugano, Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali e artistiche, 1972;
Anna Maria Brizio, L’Accademia di Brera nei suoi rapporti con la città di Milano, 1776-1814, in Mostra dei maestri di Brera 1776-1859, Milano, Centro grafico Linate,  1975;  
Maria Cristina Gozzoli, Marco Rosci, Il volto della Lombardia  da Carlo Porta a Carlo Cattaneo. Paesaggi e vedute 1800-1859, Milano, Gorlich, 1975, pp. 7-11.

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