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Immagine dell'opera

Domenico Aspari

(Milano 1745 - Milano 1831)

Dazio di Porta Romana

Dimensioni

mm.450 x 640

Tecnica

Acquaforte e bulino

Firma

A sinistra sotto il riquadro: Dom░ Aspar Del.to e Scul. Milano, 1788

Provenienza

Esposizioni

Commento

Eretta nel 1598 su disegno di Aurelio Trezzi, come arco trionfale d’ingresso in onore di Maria Margherita d’Austria per le nozze con Filippo III di Spagna, Porta Romana fu per due secoli l’unico ingresso monumentale alla città. Essa si apriva, come le altre porte della città, sulle mura spagnole, i bastioni, costruiti a partire dal 1545 e che fino ad ‘800 inoltrato fungeranno oltre che da difesa, da cinta daziaria della città.

Alla fine del ‘700 il monumento appariva, però, già in stato di decadenza e l’Aspari ne mette in rilievo il carattere quasi di rudere in mezzo alla vegetazione, con chiara ispirazione alle rovine di Roma del Piranesi, una delle matrici delle vedute milanesi dell’Aspari.  Sulla sinistra si vedono ancora i resti delle fortificazioni che si ergevano a ridosso delle mura, mentre sulla destra  un lussureggiante boschetto sembra prolungarsi nella vegetazione che ricopre in alto il frontone.

Si crea così uno stretto intreccio tra natura storia e architettura,  cui in lontananza fa da sfondo la città coi suoi monumenti inquadrati dall’arco, ma che in primo piano si anima di vita nei gruppi di gentiluomini e di contadini e contadine in costume che conversano e mercanteggiano tra una vettura in uscita che si fa largo strombazzando e un mercante che spinge la sua bestia da soma carica di merci verso l’ingresso della città.

Il monumento perde, così, ogni carattere nostalgico di rovina e di muto testimone del passato, per inserirsi, con i segni stessi della sua stessa vetustà, nel flusso vitale della città,  là dove essa finisce per cedere il posto alla campagna.

Un’immagine di come si presentava alla fine del Settecento la monumentale Porta Romana, eretta alla fine del ‘500 e diventata quasi un rudere fra le malandate mura spagnole in cui si apre.  Sulla sinistra si vedono ancora i resti delle fortificazioni che si ergevano a ridosso delle mura, mentre sulla destra  un lussureggiante boschetto sembra prolungarsi nella vegetazione che ricopre in alto il frontone che sovrasta l’arco con la grande scritta in onore di Maria Margherita d’Austria per cui l’arco fu realizzato. In primo piano gruppi di gentiluomini e di contadini e contadine in costume che conversano e mercanteggiano tra una vettura in uscita che si fa largo strombazzando e un mercante che spinge la sua bestia da soma carica di merci verso l’ingresso della città. In lontananza la città coi suoi monumenti inquadrati dall’arco della grande Porta.

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Note