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Immagine dell'opera

Giuseppe Ajmone

(Carpignano Sesia, Novara 1923 - Romagnano Sesia, Novara 2005)

Adda in Valtellina (L') (L'Adda a Sondrio)

Dimensioni

cm 49,6x60

Tecnica

Olio su tela

Firma

Firmato e datato in basso a destra: Ajmone \'61

Provenienza

Commissione diretta della banca all'artista

Esposizioni

1990, Sondrio, Palazzo del Governo, "Il paesaggio valtellinese dal Romanticismo all'Astrattismo"

Commento

Insieme al nudo femminile, il paesaggio fluviale del Sesia e del Tanaro è stato uno dei temi più ricorrenti nella pittura di Ajmone. In questo paesaggio fluviale dell'Adda, il fiume non scorre, ma è bloccato in una sua silenziosa e livida fissità, accentuata dalla tesa stesura del colore tirato a spatola sulla tela.  Non è un fiume, ma uno stagno che nella sua vitrea specularità accoglie e si confonde col cielo in un suggestiva indeterminatezza che coinvolge anche il versante della riva opposta del fiume e il sovrastante versante della montagna, sommariamente accennati.

L'immobile atmosfera fluviale e la grigia nudità del paesaggio privo di qualsiasi concessione decorativa, si caricano di una “luminosità albescente”, come l'ha definita Vittorio Fagone, in cui risuona un'indefinita e mesta nota emotiva che richiama i versi di Cesare Pavese in Lavorare stanca:

I mattini trascorrono chiari e deserti

Sulle rive del fiume, che all’alba si annebbia

E incupisce il suo verde, nell’attesa del sole

Note