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Immagine dell'opera

Giancarlo Vitali

(Bellano 1929 - )

Autunno

Dimensioni

mm 346x226

Tecnica

Acquaforte e acquatinta su zinco

Firma

Firmata sul foglio in basso a destra: Gian Vitali

Provenienza

Acquisto diretto da editore

Esposizioni

Commento

Ha qualcosa di arcimboldesco quest’albero che si inarca come un corpo nudo proteso al cielo con i rami mozzati nello spasimo dell’agonia autunnale. Fra tutte le immagini di alberi create dal bulino di Vitali, questa è certo una delle più potenti, non solo per l’evidenza tattile delle rugosità della corteccia e delle intrecciate nodosità del legno, ma per la desolata forza espressiva accentuata dai lunghi filamenti d’arbusti che sopravvivono sul tronco e la poderosa carica simbolica dell’immagine.

Il ramo troncato in alto è, infatti, una ferita che prelude a nuova vita. E’ la potatura da cui l’albero è destinato a ricrescere più forte e più robusto, come dice la salda presa delle sue radici nella terra. In agonia nell’aria, l’albero si prepara in realtà a nuova vita entro il buio della terra in cui è piantato. E’ dunque un’immagine di morte e un preludio di resurrezione quella davanti a cui ci troviamo, un’allegoria della Croce, albero della nuova vita nella simbologia cristiana. Il che conferisce a questo tronco non solo la sua inquietante umanità, ma anche un’indubbia carica di religiosità.
Vitali dipingerà nel ’90 un olio con lo stesso soggetto che non raggiunge, tuttavia, la stessa intensità espressiva di quest’incisione dove, grazie agli effetti dell’acquatinta e alla stampa su carta color paglierino, la resa della tonalità atmosferica autunnale è perfetta. Dell’autunno si avvertono quasi volteggiare nell’aria le foglie e i residui secchi della vegetazione che muore e, per poco, non se ne sentono fino gli odori.

Note