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Titolo dell'opera:

Campo Dolcino (1836/1838)

Autore:

Gaetano Fiorentini

(Fombio/Lodi 1813 - Fombio/Lodi 1860 ca.)

Dimensioni:

mm. 135x190

Tecnica:

Litografia

Stile:

Romanticismo

Firma:

In basso a sinistra: Fiorentini dis.

Note:

In basso a destra:  Lit. Franc. Guarisco

Dall'album:  Lombardia pittoresca o Disegni di ciò che la chiude di più interessante  per le arti la storia la natura, levati dal vero da Giuseppe Elena  Con le relative illustrazioni  appositamente scritte  dai professori Cesare Cantù e Michele Sartorio, Milano, A. F. Stella – A. Ubicini, 1836-1838

Campo Dolcino (1836/1838)

L’immagine disegnata da Gaetano Fiorentini e stampata nello stabilimento litografico di Francesco Guarisco è una delle 67 non firmate da Elena  nei due volumi Lombardia pittoresca , ma di questo fortunato album, una vera e propria enciclopedia visiva del paesaggio storico e monumentale lombardo, essa conserva sia l’intenzione documentaria che il criterio artistico illustrativo,  per cui la natura fa sempre da contesto alla storia di un luogo, riassunta in un monumento che ne diventa il segno distintivo.

Qui il vecchio e caratteristico ponte ad arco, lungo la strada che da Campodolcino, in alta valle Spluga, sale alle case di Fraciscio costeggiando il torrente Rabbiosa, viene assunto a elemento rappresentativo del paesaggio della zona.

A differenza di Lose e del Meyer, che di Campodolcino restituivano tutta la distensiva dolcezza della conca attraversata dalla strada dello Spluga, l’attenzione dell’autore si appunta tutta sul suggestivo ponte ad arco, ancor oggi impropriamente chiamato romano.

Il ponte, in realtà, fu costruito nel 1692 e conserva tutt’ora, dopo la risistemazione del 1927, la sua forma originaria. Fiorentini lo immagina sulla strada dello Spluga e ne accentua la lineare e asimmetrica geometria con cui si stacca dallo scosceso paesaggio naturale circostante e ne diventa, allo stesso tempo, parte integrante, suo elemento umano, come sembrano indicare anche i viandanti che lo percorrono e la piccola cassetta, forse una cappella votiva,  sullo sperone roccioso.