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Titolo dell'opera:

Brianza (1850 ca.)

Autore:

Artista lombardo del XIX secolo

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Dimensioni:

mm. 270 x 930

Tecnica:

Incisione da dagherrotipo colorata a gouache

Stile:

Romanticismo

Brianza (1850 ca.)

Come nel panorama del Lago di Como (v. scheda), anche in questo caso ci troviamo di fronte a un dagherrotipo colorato a gouache secondo la moda in voga intorno alla metà del 1850.

L’ampia veduta mostra il tipico paesaggio collinare dell’alta Brianza, con i cocuzzoli di Castelmarte e Proserpio in secondo piano a sinistra, cui fanno da corona, sempre da sinistra, alcune delle più note cime del lecchese, il Monte Barzaghino, la Croce di Pizzallo, le due grandi Grigne, i Corni di Canzo, il Cornizzolo,  quindi in lontananza il Magnodeno, per digradare, al centro, sul monte Barro, al di sotto del quale affiora la piccola distesa del lago di Annone. Più in là, sulla destra, oltre il profilo appena accennato del lago di Garlate, le colline della sponda bergamasca.

E’ evidente, in tutto il primo piano, il tentativo dell’autore attraverso il colore di emulare le vedute del 1830 della Brianza dei coniugi Lose, la Brianza-giardino punteggiata di chiese, di case, di ville e di strade. Ma questo connotato paesistico si diluisce,  per così dire,  nell’ampiezza della visione, per lasciare infine il posto alla spettacolarità dell’effetto cosmoramico che, a metà dell’Ottocento, il dagherrotipo rendeva possibile.  

L’assenza di firma impedisce di risalire sia all’incisore incisore che al pittore della coloritura, dal momento che erano numerosi gli artisti, solitamente minori, che, intorno al 1850, lavorarono per diversi autori a trarre da uno stesso dagherrotipo differenti versioni colorate.