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Titolo dell'opera:

Chiesa della Salute verso il Bacino di San Marco e l'ingresso del Canal Grande (La) (1731 ca.)

Autore:

Antonio Visentini

(Venezia 1688 - Venezia 1782)

Dimensioni:

parte incisa mm. 250 x 420, lastra mm. 271 x 426

Tecnica:

Acquaforte

Stile:

Barocco

Note:

Marg. inf.:Ex Aede Salutis, usque ad Caput Canalis

b. dx.: V

I° stato su 5

Bibliografia

Da Carlevarijs ai Tiepolo. Incisori veneti e friulani del Settecento, cat. della mostra Gorizia/Venezia,  a cura di Dario Succi, Venezia, Albrizzi editore,  983;  Dario Succi, Venezia nella felicità illuminata delle acqueforti di Antonio Visentini. Con il catalogo ragionato delle incisioni Urbis Venetiarum prospectus celebriores, introd. di Giandomenico Romanelli, Treviso, Vianello, 1984 (nuova ediz. 1995); André Corboz, Canaletto - Una Venezia immaginaria, Milano, Electa, 1985; Canaletto & Visentini, cat. della mostra Gorizia/Venezia, a cura di Dario Succi, Padova, Bertoncello-Tedeschi, 1986; Il Canal Grande nelle vedute del Prospectus Magni Canalis Venetiarum, a cura di E. Concina, Milano, Il Polifilo, 1988; I rami di Visentini per le vedute di Venezia del Canaletto, cat. della mostra Museo Correr Venezia, a cura di Giulio Lari, Bergamo, Bolis, 1990; Dario Succi, La Serenissima nello specchio di rame. Splendore di una civiltà figurativa del Settecento, Castelfranco Veneto, Cecchetto Prior Alto Antiquariato, 2013.

Chiesa della Salute verso il Bacino di San Marco e l'ingresso del Canal Grande (La) (1731 ca.)

La chiesa della Salute, capolavoro di Baldassarre Longhena, eretta in ringraziamento della fine della peste del 1630, è uno dei monumenti più rappresentativi della Venezia barocca, con la grande cupola e le gigantesche volute sormontate da statue di santi, che spiccano in lontananza.

Nella veduta di Visentini, e nel corrispondente dipinto di Canaletto, la vista prospettica di profilo ne attenua l’imponenza barocca, cogliendone piuttosto il rapporto con l’insieme dell’aperto Bacino di S. Marco verso cui si dilata a sinistra il ristretto spazio della piazzetta con le grandi scalinate su cui sorge. A distanza, sulla sinistra, la riva di S. Marco col ponte e il Palazzo Ducale.

L’atmosfera distesa del primo davanti alla chiesa contrasta con l’animato traffico marittimo che si intuisce dietro fitta selva delle alberature delle barche in corrispondenza della torre della Dogana da Mar da cui si apre l’ampio Bacino di San Marco che segna il “Caput canalis”.

Datata da Dario Succi intorno al 1731, l’incisione è qui al primo stato caratterizzato  dallo spezzettamento delle linee con cui é costruito il cielo sopra della cupola, che diverranno continue nel secondo stato del 1742.