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Titolo dell'opera:

"l’untore! dagli! dagli! dagli all’untore!” (1829)

Autore:

Gallo Gallina

(Cremona 1796 - Milano 1874)

Dimensioni:

mm.310 x 430

Tecnica:

Litografia

Stile:

Romanticismo

Firma:

Gallo Gallina

Note:

In basso

Gallo Gallina   N° 344    Litogr. Ricordi

"l’untore! dagli! dagli! dagli all’untore!” (1829)

Renzo, a Milano infestata dalla peste per cercare Lucia,  si avvicina per strada a una vecchia in preda al terrore del contagio, per chiedere informazioni sulla via del Lazzaretto. Viene però scambiato per un untore e la vecchia comincia a gridare richiamando una folla inferocita. Il resto della scena, fino al balzo di Renzo sul carro dei monatti  è tutto nella descrizione vivissima del Manzoni,  riportata sia nell’edizione del ’27 - che è quella cui fa riferimento la litografia di Gallo Gallina - sia nella posteriore edizione del ’40, letterariamente più viva e forbita.

Gallo Gallina, le cui 12 litografie sui Promessi Sposi uscite da Ricordi fra il 1827 e il 1830 avevano riscosso altrettanto successo del romanzo, ne fa una traduzione visiva felicemente aderente al concitato ritmo narrativo del Manzoni e fedele nella ricostruzione storica degli abiti e dei luoghi, ma alquanto melodrammatica e barocca, con un’esuberanza di particolari, come il cane che abbaia alla folla, che ne tradiscono la vena popolareggiante. Anche Renzo che mostra i pugni ai suoi inseguitori, ha qualcosa più del Masaniello e dell’eroe che arringa la folla, che dell’uomo che è appena sfuggito al linciaggio, se non fosse per il ritrarsi rabbioso della gente ai margini della scena centrale.        

 

 

 

I Promessi Sposi, ed. 1827, cap. XXXIV

…“l’untore! dagli! dagli! dagli all’untore!”

“Chi? Io! Ah bugiarda strega! Taci lì” gridò Renzo; […] Allo strillar della donna, accorreva gente dalle due bande; […] Renzo deliberò in un baleno essere miglior partito sbrigarsi da coloro: […] gittò l’occhio di qua e di là, da che parte fosse men popolo; e da quella la dette a gambe. […] ma dietro le spalle sentiva egli risonarsi più e più forti all’orecchio quelle grida amare: “dagli! dagli! l’untore!; sentiva il calpestio dei più veloci ad inseguirlo […]

Scerse dinanzi a sé, e non molto discosto, (chè il gran turbamento non ne lo aveva lasciato accorgere un momento prima) un carro che s’avanzava, anzi una fila di que’ soliti carri funerei, col solito accompagnamento; e al di là, a qualche distanza, un altro drappelletto di gente che avrebbe pur voluto dare addosso dal canto suo all’untore, e prenderlo in mezzo; ma erano anch’essi rattenuti dall’impedimento medesimo. Vistosi cosí tra due fuochi, gli cadde in mente che ciò che era di terrore a coloro, poteva essere a lui di salute; […] prese la rincorsa verso i carri, passo il primo, e avvisò nel secondo un buono spazio sgombro. Toglie la mira, spicca un salto; è su, piantato sul destro piede, col sinistro in aria,  e colle braccia alzate.

«Bravo! bravo!» sclamarono, ad una voce, i monatti, […]

I nemici, all’appressar del treno, avevano, i più volte le spalle, e se ne tornavano gridando pure: «dagli! dagli! l’untore!»  Un qualcheduno si ritraeva piú lentamente, sostando tratto tratto, e volgendosi con un digrignar di denti e con gesti di minaccia, a Renzo; il quale, dal carro, rispondeva loro dibattendo le pugna in aria.

 

I Promessi Sposi , ed. 1840, cap. XXXIV

…“l’untore! dagli! dagli! dagli all’untore!”

“Chi? Io! Ah strega bugiarda! Sta zitta,” gridò Renzo; […] Allo strillar della vecchia , accorreva gente di qua e di là; […] Renzo non istette lì a pensare: diede un’occhiata a destra e a sinistra , da che parte ci fosse men gente, e svignò di là.

[…] ma dietro le spalle sentiva  il calpestio e, più forti del calpestio, quelle grida amare: “dagli! dagli! all’untore!” Non sapeva quando fossero per fermarsi; non vedeva dove si potrebbe mettere in salvo. L’ira divenne rabbia, l’angoscia si cangiò in disperazione […] Vide (chè il gran turbamento non gliel aveva lasciato vedere un momento prima) un carro che s’avanzava, anzi una fila di que’ soliti carri funebri, col solito accompagnamento; e dietro, a qualche distanza, un altro mucchietto di gente che avrebbero voluto anche loro dare addosso all’untore, e prenderlo in mezzo; ma eran trattenuti dall’impedimento medesimo. Vistosi cosí tra due fuochi, gli venne in mente che ciò che era di terrore a coloro, poteva essere a lui di salvezza; […] prese la rincorsa verso i carri, passò il primo, e adocchiò nel secondo un buono spazio voto. Prende la mira, spicca un salto; è su, piantato sul piede destro, col sinistro in aria,  e con le braccia alzate.

«Bravo! bravo!» esclamarono, a una voce, i monatti, […]

I nemici, all’avvicinarsi del treno, avevano, i più voltate le spalle, e se n’andavano, non lasciando di gridare: «dagli! dagli! all’untore!» Qualcheduno si ritirava piú adagio, fermandosi ogni tanto, e voltandosi, con versacci e con gesti di minaccia, a Renzo; il quale, dal carro, rispondeva loro dibattendo i pugni in aria.