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Titolo dell'opera:

I Promessi Sposi: L'invettiva di fra Cristoforo (1830-1831)

Autore:

Domenico Landini

(Parma 1783 - Milano 1835)

Dimensioni:

mm. 305 x 402 (parte figurata)

Tecnica:

Acquatinta

Stile:

Romanticismo

Firma:

Landini inc.

Note:

Sunto didascalico sotto l'immagine:

 

Padre Cristoforo in casa di Dn Rodrigo

Padre Cristoforo prese parte dei promessi sposi, si fece coraggio, andò in casa di Dn  Rodrigo, trovollo in convito, gli disse che brama parlare a lei solo, Rodrigo lo fece entrare in altra sala, il padre Cristoforo incominciò a domandarle il perché perseguitasse quei poveri innocenti e proibire al Curato di sposarli; dopo queste parole dn Rodrigo con voce altiera disse: villano temerario levati dinanzi poltrone!


I Promessi Sposi: L'invettiva di fra Cristoforo (1830-1831)

E’ il momento culminante del teso e drammatico colloquio tra fra Cristoforo e Don Rodrigo, quello in cui il frate cappuccino, paladino dei deboli, scaglia la sua profetica invettiva “verrà un giorno…”, puntando il dito contro l’uomo potente e sicuro della sua impunità, che ha di fronte. L’ambientazione della scena entro una stanza spoglia, cosparsa di armi e armature alle pareti, è di discreta efficacia, come la figura del frate col dito puntato e la gamba protesa in avanti, ma si perde invece la stizza e l’altezzosa alterigia di don Rodrigo, di cui è messo invece in rilievo, con una certa infantile ingenuità,  solo l’attonito ritrarsi e l’oscuro spavento che lo coglie alle parole del frate.    



I Promessi Sposi,  cap. VI,  ed. 1827

«E bene, la consigli di venirsi a metter sotto la mia protezione. Non le mancherà piú nulla, e nessuno ardirà inquietarla, o ch’io non son cavaliere.»

A proposta siffatta, l’indegnazione del frate, compressa a  stento fino allora, traboccò. […] «La vostra protezione!» sclamò egli, dando indietro due passi, appoggiandosi fieramente sul piede destro,  mettendo la destra sull’anca, levando la sinistra coll’indice teso verso don Rodrigo, e piantandogli in faccia due occhi infiammati: […] «Io sapeva bene che quella innocente è sotto la protezione di Dio; ma voi, me lo fate sentire ora, con tanta certezza, che non ho più bisogno di riguardi a parlarvene. Lucia, dico: vedete come io pronunzio questo none colla fronte alta, e cogli occhi immobili.»

«Come! in questa casa …!»                       

«Ho compassione di questa casa: la maledizione le è sopra sospesa. […] Voi avete creduto che Dio abbia fatto una creatura a sua immagine, per darvi il diletto di tormentarla! Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! […] Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quello che io vi prometto. Verrà un giorno …»

Don Rodrigo era fin allora rimasto tra la rabbia e la meraviglia, attonito, non trovando parole; ma, quando sentí intonare una predizione, un lontano e misterioso spavento s’aggiunse alla stizza.


 


I Promessi Sposi,  cap. VI,  ed. 1840

«Ebbene, la consigli di venire a mettersi sotto la mia protezione. Non le mancherà piú nulla, e nessuno ardirà d’inquietarla, o ch’io non son cavaliere.»

A siffatta proposta, l’indegnazione del frate, rattenuta a  stento fin allora, traboccò. […] «La vostra protezione!» esclamò, dando indietro due passi, postandosi fieramente sul piede destro,  mettendo la destra sull’anca, alzando la sinistra con l’indice teso verso don Rodrigo, e piantandogli in faccia due occhi infiammati: […] «Sapevo bene che  quella innocente è sotto la protezione di Dio; ma voi, me lo fate sentire ora, con tanta certezza, che non ho più bisogno di riguardi a parlarvene. Lucia, dico: vedete come io pronunzio questo none con la fronte alta, e con gli occhi immobili.»

«Come! in questa casa …!»

«Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. […] Voi avete creduto che Dio abbia fatto una creatura a sua immagine, per darvi il piacere di tormentarla! Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! […] Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno …»

Don Rodrigo era fin allora rimasto tra la rabbia e la meraviglia, attonito, non trovando parole; ma, quando sentí intonare una predizione, s’aggiunse alla rabbia un lontano e misterioso spavento.