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Titolo dell'opera:

Ritratto di Vilfredo Pareto (2002)

Autore:

Tullio Pericoli

(Colli del Tronto, Ascoli Piceno 1936 - )

Dimensioni:

cm 41x29

Tecnica:

Acquarello

Stile:

Espressionismo figurativo

Firma:

Firmato e datato in basso a sinistra, sulla falda del cappello: Pericoli 02

Provenienza:

Commissione diretta della banca all’Artista, 2002

Bibliografia

Gavino Manca (a cura di) Vilfredo Pareto, l'uomo e lo scienziato, Milano, Scheiwiller, 2002

Ritratto di Vilfredo Pareto (2002)

“Sappiamo perché una faccia è diversa da un’altra? – dice Tulllio Pericoli - Conosciamo le regole di lettura di una faccia, la grammatica che sostiene la scrittura di quel racconto? Si possono studiare le sintassi, le figure, le analogie, le esclamazioni, le iperboli, le simmetrie e i bisticci tra nasi e zigomi, fronti e mascelle, lobi e capelli, occhiaie e narici?...può esistere un volto che, pur somigliando al volto vero, è ancora più vero, perché ne racconta la storia?”

Per Tullio Pericoli ogni volto è un geroglifico, perché ognuno di noi scrive sempre, senza volerlo, la propria storia sul suo viso, seguendo le regole di un’oscura sintassi che sta all’artista decifrare. Nascono così i ritratti di Tulio Pericoli, come decifrazione dei segni della storia di un personaggio impressi sul suo stesso volto.

Vilfredo Pareto (1848-1923) - uno dei più importanti intellettuali italiani a cavallo fra Otto e Novecento, critico feroce della politica protezionista dei governi italiani dell’epoca e dei sistemi socialisti, teorico delle élites e fondatore della celebre scuola di economia all’Università di Losanna in cui ricoprì prima la cattedra di economia e poi quella di sociologia - è ritratto da Pericoli, sulla traccia di foto d’epoca, seduto, col suo celebre pastrano in cui amava avvolgersi, la grande barba e, in mano, l’immancabile cappello. La sua figura emerge dal fitto tratteggio di linee, su uno sfondo cromatico in tono con l’abito, entro cui riluce il volto e l’ampia fronte. I capelli sono tesi sulla nuca a denotarne la veemenza polemica del pensiero, gli occhi vivaci e penetranti esprimono bene l’intelligenza fiera dell’intellettuale inflessibile che non accetta nessun compromesso, il volto porta i segni di un carattere schivo e sdegnoso e di una storia personale di sofferenza vissuta con altera dignità.

La Banca Popolare di Sondrio ha acquistato nel 1996, a un’asta Christie’s, il più consistente archivio epistolare paretiano, formato da oltre 9000 lettere, in gran parte inedite, oggi a disposizione degli studiosi e consultabili sul sito Internet della Banca via via che vengono catalogate.

Il ritratto, commissionato in occasione della pubblicazione del volume Vilfredo Pareto (1848 - 1923) l’uomo e lo scienziato, a cura di Gavino Manca e con una prefazione dell’ex Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, rappresenta l’omaggio iconografico all’intellettuale italiano di cui la Banca Popolare di Sondrio detiene oggi l’archivio più importante.