Paesaggio alpino (1990 ca.)
(Sondrio 1931 - )
cm. 60 x 80
Olio su tela
Espressionismo
firmato in basso a destra
Acquisto diretto dall'autore
Firmato in basso a dx: “Vittoria Personeni Quadrio”
Il paesaggio alpino non ha grande spazio nell’opera della Personeni Quadrio. Resta, piuttosto, come ricorrente motivo di sottofondo di tutta la sua pittura, come se l’artista sentisse il bisogno di tornare periodicamente ad esso per ritrovare, contatto con la propria terra, il senso tellurico della sua vocazione d’artista. Ritroviamo, così, in ogni fase della sua pittura quadri di paesaggio. Se molti di essi, soprattutto quelli fra il 1950 e il 1980, trovano nella natura motivo di esercizio tecnico sperimentale, quelli degli anni Novanta, cui appartiene il dipinto qui presentato, si distinguono invece per la ricerca nel paesaggio alpino di quel senso aperto dell’infinito che è un’altra delle caratteristiche dell’artista sondriese. È il caso, appunto, di questo dipinto nettamente bipartito fra il primo piano ancora tutto striato da ampie masse di neve, ma in cui il giallo del parto a sinistra suona già come preannunzio di primavera, e l’azzurrognolo ritmo in cui, sotto un cielo velato di nubi, si accavallano e si distendono le valli immerse in un mare di nebbia, fino al lontano orizzonte. Tutto per il resto nel quadro rimanda a questa profondità del panorama, i nudi tronchi coi rami stecchiti dal freddo in primissimo piano sulla destra, ma, soprattutto, il sentiero innevato che corre verso il centro del quadro inabissandosi nella valle insieme ala lunga distesa dei pini e degli abeti le cui file, ai lati del sentiero, si perdono appunto all’infinito, legando il primo piano al fondo della composizione e dando ad essa il suo metaforico senso esistenziale.