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Immagine di pergamena con glossa

Monocromia

Pittura in cui gli effetti di chiaroscuro e le variazioni di tono sono ottenuti utilizzando, in differenti gradazioni, un solo colore, o una sola tinta, vale dire il miscuglio di più colori o del bianco con un solo colore.
Il termine, nella sua forma più antica di origine greca monochromaton(monocromato), ricorre già in Plinio che nella sua "Storia naturale" scrive: "Sugli inizi della pittura regna grande incertezza [&] tutti però concordano nel dire che nacque dall'uso di contornare l'ombra umana con una linea. Pertanto la prima pittura fu così: la seconda fu a colori unici, detta poi monochromaton quando era già uso quella più complicata a vari colori. La pittura monocromatica dura tal e quale anche adesso". Plinio sembra qui riferirsi alla pittura vascolare antica a figure rosse o a figure nere, dove il disegno tracciato in precedenza veniva riempito con un solo colore, rosso o nero. Ma oggi sappiamo che monocromatica fu anche la pittura primitiva degli uomini delle caverne come mostrano, ad esempio, i bisonti e le figure della grotta di Lascaux.
Fu Quintiliano nelle sue "Istituzioni di oratoria" a segnalare che nella pittura a un solo colore (singulis coloribus) alcune parti era messe in maggiore evidenza (eminentiora) altre in minore evidenza (reductiora), associando così per primo il concetto di monocromia (ma il termine non è mai da lui usato) a quello di chiaroscuro. E in questo senso, a partire da Giotto (Allegorie dei vizi e delle virtù nella Cappella degli Scrovegni, ad esempio) il termine monocromato è stato inteso e praticato per tutto il Rinascimento e l'età barocca, come afferma nelle sue "Vite dei pittori antichi" (1667) Carlo Roberto Dati: "Né altro, a mio credere , erano i monocromati ben lavorati degli artefici grandi che i chiariscuri simili a quelli d'Alberto, d'Andrea, di fra Bartolomeo, di Polidoro e d'altri celebri pittori del passato e del presente secolo".
Nel Novecento col termine di pittura monocroma si é definito negli Anni Sessanta un indirizzo artistico di opposizione all'Informale che comprendeva tra gli altri, Lucio Fontana, Piero Manzoni e Mark Rothko.