L'espressione può assumere significati diversi in relazione alle differenti correnti dell'arte del Novecento cui viene riferita. C'è un primitivismo proprio delle avanguardie che, alla ricerca di una più autentica e spontanea libertà espressiva, si rifanno all'arte primitiva africana, oceanica, precolombiana, ecc, in esplicita polemica anticlassica e antiaccademica. E' questo il caso di molte correnti dell'avanguardia moderna, come il surrealismo e di grandi artisti come Paul Klee e Giacometti che si spinge alla riscoperta dell'arte antica dei Sumeri e degli Egiziani.
Ci sono invece le correnti italiane del realismo magico (v.) e di novecento (v.) che si rifanno al primitivismo dell'arte italiana del Trecento e del Quattrocento come ritorno alle origini e recupero della tradizione.
C'è un primitivismo che si riferisce all'arte dei cosiddetti pittori naif, ritenuto una forma espressiva di maggiore spontaneità per il suo carattere ingenuo vicino all'arte infantile.
C'è, infine, un senso del primitivismo novecentesco che per cui vengono denominate primitive quelle correnti ispirate a una forte brutalità espressiva.